Fashion Una sfida continua fra
tecnologia e creatività

fashion solos



Per l’Italia, il Fashion è un asset fondamentale dell’economia. Un valore importante per il mercato interno, ma ancor più un’arma affilata per penetrare nei mercati internazionali. Ed è un mercato che, almeno per il momento, sembra non risentire della crisi economica. Secondo le stime dell’analista Pambianco, il monte totale dei fatturati delle aziende italiane è aumentato nel 2011 del 10,8%, passando da 26.871 a 29.765 milioni di euro. Una crescita a doppia cifra che conferma quella dello scorso anno. Nel 2010 il fatturato era infatti aumentato dell’11,7%. I gruppi che sono cresciuti di più sono nell’ordine Bottega Veneta (+33,7%), Ferragamo (+26,2%) e Prada (+24,9%).

 

Fashion: un settore variegato, dove ogni nicchia ha dinamiche specifiche

Con riferimento ai bilanci analizzati dal Fashion and luxury Insight di Sda Bocconi, Altagamma e Ernst & Young, i business più remunerativi per rendimento del capitale investito sono gli accessori (borse e scarpe) e il retail.

In particolare, le aziende operanti nel business degli accessori mostrano una redditività del capitale pari al 20%, a fronte di una media del mondo moda e lusso pari al 15%. Ciò è dato dal minor grado di innovazione (nei materiali e nelle forme) e dalla minore complessità logistica (ad esempio per borse, sciarpe od occhiali, l’assenza di taglie) che caratterizzano l’accessorio.

Seguono i fashion retailer, ovvero gli operatori specializzati nell’abbigliamento di fascia medio-bassa e focalizzati sulla distribuzione retail, con un Roi medio del 19%. In questi business, la straordinaria performance è conseguita grazie a elevati margini operativi (rispettivamente il 15% e il 13%) e tassi di rotazione dell’attivo superiori alla media.

 

Contraffazione: una battaglia quotidiana per i grandi brand

La contraffazione è uno dei principali problemi con cui i manager dei brand del fashion devono combattere.

Nel settore del fashion la tecnologia ha un ruolo chiave. Non soltanto per via della continua ricerca di soluzioni per realizzare tessuti e materiali più efficienti o adatti ai continui cambiamenti nei trend della moda, ma anche (e a volte soprattutto) per ottimizzare i processi di produzione e distribuzione. La supply chain del fashion è una delle più delicate perché, in molti casi, si trova a dover gestire oggetti di piccole dimensioni ma di grande valore economico. Inoltre, il fenomeno della contraffazione è, per usare un eufemismo, dilagante. Tutti i grandi brand subiscono quotidianamente enormi perdite, sotto forma di mancati guadagni, a causa dell’enorme sottosuolo di micro imprese che ne copiano i prodotti vendendoli sul mercato a prezzi irrisori e, aspetto forse ancora più importante, al di fuori dei canali ufficiali, vanificando quindi molti degli sforzi dei brand di legare i propri prodotti a un’esperienza d’acquisto particolare.